Chirurgia Estetica Viso e Corpo

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Mastoplastica

Il Complesso Areola-Capezzolo

L’areola è un’area circolare di cute pigmentata il cui diametro è compreso fra 35 e 50 millimetri; può anche presentarsi in forma leggermente ellittica sul piano verticale.
La cute dell’areola è separata dalla ghiandola retrostante per mezzo della muscolatura mammillare, che è rappresentata da un piccolo platisma costituito principalmente da fibre circolari, le quali si intersecano con una rete lassa di fibre disposte in senso radiale che si dirigono verso la base del capezzolo.
La cute areolare appare saldamente adesa a questo platisma, la cui contrazione sotto stimolo determina una riduzione della superficie dell’areola e una protrusione del capezzolo verso l’esterno. La muscolatura dell’areola è separata dalla ghiandola grazie alla presenza di uno strato di tessuto adiposo, il quale è abbastanza spesso alla base del capezzolo e si assottiglia verso la periferia. Quando si parla di innesti del complesso areola-capezzolo questi elementi muscolari devono essere considerati nel trapianto.
In molti casi non si nota una demarcazione evidente fra cute e areola e può esserci una zona intermedia, ampia pochi millimetri, che corrisponde a una variazione di colore tra le due aree sopra citate. In definitiva ciò potrebbe rivelarsi vantaggioso dal punto di vista chirurgico, poiché la cicatrice sotto leggera tensione determina una sfumatura indefinita che è sicuramente più naturale rispetto all’effetto dato da un esito cicatriziale periareolare netto.
Il capezzolo si presenta in forma di cilindro o cono irregolari; il suo profilo varia considerevolmente a seconda dei casi, ma la sua altezza in mastoplastica assume notevole importanza poiché influenza sia la funzione erettile che quella della lattazione. Alcune conformazioni richiedono attenzione particolare e, più precisamente: il capezzolo corto o appiattito, il capezzolo ombelicato che può essere sospinto verso l’esterno e, infine, il capezzolo invaginato che non può essere estroflesso.
Quest’ultima deformazione è causata da un’eccessiva brevità dei tralci fibrosi interlobari e in particolare dei dotti mammari che lo attraversano. La ridotta estensione dei dotti mammari rappresenta un problema frequente nella chirurgia del seno.
Un’ampia innervazione è presente a livello del complesso areola-capezzolo, il cui derma è ricco di corpuscoli di Meissner.